Organo Antegnati di San Nicola

Struttura del video e scelte di layout:

Il video si compone di 4 parti:

  1. Breve presentazione dell’organo per evidenziare le sue caratteristiche peculiari e introdurre il visitatore all’opera
  2. Origini dello strumento e indicazioni generali sull’autore del manufatto in modo da fornire allo spettatore le coordinate storico-temporali entro le quali iscriversi
  3. Analisi artistica dettagliata delle componenti dell’organo 
  4. Breve percorso storico che ha condotto al restauro in modo da sottolineare e ribadire l’importanza storica dell’opera

Si è scelto di concentrarsi sull’analisi dello strumento in modo da fornire informazioni architettoniche, pittoriche e foniche specifiche al visitatore

Contenuti teorici esposti:

  • L’organo Antegnati di San Nicola costituisce uno dei pochissimi esempi di organi rinascimentali di scuola italiana e di attribuzione certa sopravvissuti nella loro struttura originaria.
  • L’organo venne realizzato da Costanzo Antegnati nel 1588 su commissione degli agostiniani eremitani. È collocato all’interno della chiesa di Santa Maria della Consolazione, detta di San Nicola, ad Almenno San Salvatore.
  • Lo strumento è collocato in cantoria, sopra la quinta cappella a destra della navata. L’incorniciatura è costituita da due colonne ioniche che reggono una trabeazione adorna di un alto fregio scolpito, sulla quale è posto un frontone spezzato curvilineo, ove troneggia il busto di Dio Padre. All’interno dell’ancona un dipinto su tela raffigura l’Annunciazione. Ad ante aperte sono visibili invece quattro coppie di angeli musicanti. Il prospetto è costituito da 25 canne di stagno del registro principale, suddiviso in cinque campate. La tastiera è di 45 note con prima ottava corta, come la pedaliera. 
  • Il restauro, conclusosi nel 1996 ha permesso di recuperare l’organo all’uso musicale, mantenendone la fisionomia originaria

Sitografia: